Diritto Penale

Cosa significa essere indagato
e quali diritti hai

Essere iscritto nel registro degli indagati non significa essere colpevole. Significa che hai diritti precisi che devi conoscere subito.

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Cosa significa tecnicamente essere indagato

Essere iscritto nel registro degli indagati significa che la Procura ha aperto un fascicolo che ti riguarda. La magistratura ha ricevuto una notizia di reato, la ha valutata come meritevole di verifica, e ha avviato un'indagine preliminare che include il tuo nome.

Quello che non significa: non significa che sei colpevole, non significa che sarai processato, non significa nemmeno che l'indagine porterà a qualcosa. In Italia una parte significativa delle indagini si conclude con una richiesta di archiviazione, cioè senza che venga esercitata l'azione penale. Essere indagato è il punto di partenza di un percorso che può fermarsi in mille punti prima di arrivare a un processo.

L'iscrizione nel registro può avvenire anche senza che tu ne sia informato. Puoi scoprirlo ricevendo un avviso di garanzia, durante un accesso della polizia giudiziaria, oppure molto più tardi, quando la fase preliminare delle indagini è già avanzata. Il momento in cui lo scopri non cambia quando è iniziato.

I tuoi diritti durante le indagini

Da quando diventi indagato, hai diritti precisi e concreti. Non sono concessioni: sono garanzie costituzionali che nessuno può toglierti.

Diritto al silenzio. Non sei obbligato a rispondere a nessuna domanda degli inquirenti. Puoi rendere dichiarazioni spontanee se lo vuoi, ma non puoi essere costretto a farlo. Esercitare il diritto al silenzio non è ammissione di colpa e non può essere interpretato in senso sfavorevole.

Diritto a un difensore. Hai diritto di nominare un avvocato di fiducia in qualsiasi momento e di averlo presente a tutti gli atti garantiti, come interrogatori e confronti. Se non nomini un difensore, te ne viene assegnato uno d'ufficio. Ma un avvocato d'ufficio assegnato all'ultimo momento non può prepararsi come un difensore che hai scelto tu e che ti segue dall'inizio.

Diritto di sapere di cosa sei accusato. L'avviso di garanzia deve indicare il reato ipotizzato. Hai diritto di conoscere la natura delle accuse per poter organizzare la tua difesa in modo pertinente.

Diritto di raccogliere prove a tua difesa. L'indagine non è solo a carico. Il tuo avvocato può svolgere indagini difensive: raccogliere testimonianze, acquisire documenti, nominare consulenti tecnici. La difesa ha gli stessi strumenti investigativi dell'accusa, anche se raramente le persone lo sanno.

Diritto alla riservatezza delle comunicazioni con il difensore. Le conversazioni con il tuo avvocato non possono essere intercettate e non possono essere usate come prova. La riservatezza del rapporto con il difensore è assoluta.

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La differenza tra indagato e imputato

Sono due condizioni diverse, separate da un passaggio formale che non avviene automaticamente.

Indagato è chi si trova nella fase delle indagini preliminari. La Procura sta raccogliendo elementi, verificando i fatti, costruendo il quadro. L'indagine può durare mesi o anni, e può chiudersi in qualsiasi momento: con una richiesta di archiviazione se la Procura ritiene che non ci siano elementi sufficienti, oppure con l'esercizio dell'azione penale se invece decide di procedere.

Imputato è chi viene formalmente rinviato a giudizio. Significa che la Procura ha deciso di portare il caso davanti a un giudice, che ha valutato la richiesta come fondata e ha fissato un processo. Diventare imputato è un passaggio che richiede una decisione esplicita: non succede per il semplice trascorrere del tempo.

Tra i due stati c'è un'udienza preliminare (o in alcuni casi un decreto penale di condanna o una citazione diretta a giudizio) che funge da filtro. Il giudice dell'udienza preliminare valuta se ci sono elementi sufficienti per rinviare a giudizio. Se non li trova, proscioglie. Questa fase è già difesa: presentarsi con un penalista preparato fa la differenza.

Quando e come un penalista può cambiare il corso delle indagini

Le indagini non sono un binario morto. Un penalista che entra subito ha strumenti concreti per influenzare il percorso.

Può depositare memorie difensive: documenti formali diretti al pubblico ministero che presentano i fatti dal punto di vista della difesa, allegano prove a favore, e contestano le ipotesi accusatorie. Se le memorie sono convincenti, possono portare a una richiesta di archiviazione prima ancora che l'indagine arrivi in aula.

Può richiedere accesso agli atti nel momento in cui diventa possibile e verificare che tutte le procedure siano state rispettate. Un'attività di indagine svolta senza le autorizzazioni necessarie, o con modalità non conformi, può portare alla inutilizzabilità delle prove raccolte.

Può svolgere indagini difensive in parallelo a quelle della Procura. Raccogliere testimonianze favorevoli prima che i ricordi si offuschino, acquisire documenti che dimostrano una diversa ricostruzione dei fatti, nominare un consulente tecnico che analizza le stesse prove dal lato della difesa.

Tutto questo è possibile solo se il penalista entra subito. Più tardi arriva, più la situazione è già definita. Le indagini non aspettano.

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